LA NUOVA TUTA DA SCI TECNOLOGICA DI STM

La società ITALIANA STM ha sviluppato una nuova tecnologia applicata ad una tuta da sci composta da microsensori per catturare i movimenti dell’atleta.

L’azienda che sviluppa tecnologia ha sviluppato nella sua sede di Catania una tuta con il processore di movimento “iNemo” che riconosce le mosse di uno sciatore di Coppa del Mondo e le traduce subito in un modello 3D.

tuta,tecnologia,stm,sci,microelectronics,microprocessoreQuesta tecnologia aiuta gli atleti a rivedere la loro performance e capire in quali punti del tracciato hanno sbagliato perdendosecondi preziosi.

La tecnologia sta entrando sempre di più nello sport e la Rossignol, gigante francese dell’industria sciistica , che collabora a questo processolo sanno bene.

La tuta a Mems sviluppata dall’St Microelectronics è Un sistema di micro-sensori che vengono gestiti attraverso il microprocessore I-Nemo e riescono a di catturare tutte le coordinate del movimento,memorizzandole e inviandole a un computer che  elabora in tempo reale un modello 3d.

«Ormai i-Nemo, il nostro sistema sensoriale integrato, arriva a descrivere nove gradi di libertà per ciascun punto sensoriale – spiega Nunzio Abbate (responsabile del Laboratorio meccatronica dell’St-M di Catania) ai microfoni di Nova24 de Il Sole 24ORE – e stiamo completando una nuova versione della tuta dotata di un trasmettitore radio». Quello che serve alla Rossignol.


«Avevamo fatto dei test con altre tecnologie sensoriali, come quelle a microtelecamere, ma con esiti deludenti – spiega Nicolas Puget, responsabile della ricerca meccanica alla Rossignol –. Lo sci vive in un ambiente ostile, c’è di mezzo acqua, velocità, shock. Ora l’arrivo di sistemi sensoriali compatti, a stato solido e basso costo apre spazi di possibilità davvero molto ampi. Possiamo pensare, in 2-3 anni, di sviluppare sistemi di training davvero innovativi, sia per l’atleta professionale che per il principiante». Nei laboratori di St-M, infatti, si sta lavorando a versioni di i-Nemo ancora più piccole, integrate e a basso costo. «E soprattutto capaci di comunicare l’una con l’altra via wireless – spiega Abbate –. Questo significa che non ci sarà nemmeno bisogno di una tuta, ma per molte applicazioni basteranno dei bracciali sui polsi, la cintura e le gambe. E poi persino una tuta in cui il sistema sensoriale sarà “intessuto” dentro».

Attualmente la tuta costa un po’ cara,alla STM parlano di 50.000 dollari ma i ricercatori contano di abbattere i costi fino a 500 euro nei prossimi anni rendendo la tuta tecnologica interessante anche per scopi medici.