BANDA LARGA ALL’ITALIANA

Questo articolo è stato pubblicato sul’edizione online di WIRED prima della crisi del governo Berlusconi. Ad oggi non ho notizie di cosa sia successo al provvedimento riguardante la banda larga di cui si parla nell’articolo.

Una cosa è certa l’Italia ha bisogno di nuove tecnologie e la banda larga può essere un modo per investire su una tecnologia che offre ritorni certi in sviluppo delle attività economiche.

Speriamo che anche il nuovo governo, quondo ci sarà, abbia ben presente la necessità di investire in tecnologia:

 

“Ecco la nuova promessa del governo per la banda larga: è contenuta nella bozza del maxi emendamento appena approvato dal Consiglio dei ministri. Autorizza a usare, per la rete ultra broadband e contro il digital divide, fondi pubblici di varia provenienza (Cassa depositi e prestiti, Fondo per lo sviluppo e la coesione, e fondi strutturali 2014-2020). Meglio di niente, certo, viste le premesse: è recente la decisione del ministero dell’Economia di togliere alla banda larga i soldi promessi dall’asta per le frequenze Lte. È bene però prendere questa novità appunto come una promessa – una delle tante che abbiamo già visto – tutta da verificare. 

Tanto più che i dettagli sono fumosi e non ci sono ancora le cifre. Si sa solo che il governo autorizza a usare risorse pubbliche nelle zone a fallimento di mercato, cioè dove gli operatori non sono interessati a investire, per un doppio scopo: la lotta al digital divide (quindi portare ovunque l’Adsl) e la costruzione di una rete a banda larghissima con fibra ottica. Non si sa ancora in quale forma gli operatori collaboreranno agli investimenti. Ma l’idea è partire dai distretti industriali, con le reti.

Ricordiamo che tutto questo ricalca una promessa fatta da Giulio Tremonti (ministro dell’Economia) a Paolo Romani (Sviluppo economico) per addolcire la pillola dello scippo dei fondi banda larga. Come e se si concretizzerà è da vedere, per numerosi motivi. 

Per prima cosa, c’è un’esperienza passata di promesse deluse. Già nella Finanziaria 2008 erano destinati 800 milioni a un piano governativo contro il digital divide (mai assegnati davvero); poi c’è stato appunto il recente scippo di fondi dell’asta 4G. Un precedente testo della legge di Stabilità garantiva che parte dei proventi dell’asta sarebbe andato al settore tlc (in particolare alla banda larga).Tremonti ha poi però cambiato il testo, assegnando tutti i proventi (3,9 miliardi di euro) ad altri settori. Quest’ultimo scippo è particolarmente doloroso perché si tratta di risorse provenienti dagli stessi operatori, i quali quindi adesso ne avranno di meno da destinare allo sviluppo delle reti. Romani, per evitare il furto, aveva peraltro sollevato con Tremonti anche una questione di correttezza: gli operatori hanno partecipato all’asta e si sono impegnati per un così grande esborso anche contando sul fatto che parte dell’incasso sarebbe tornato al settore. Tremonti ha cambiato le regole in corso di partita, insomma… 

Ma ormai è latte versato e tocca accontentarci di questo maxi emendamento. Peccato che, delusioni passate a parte, ci sono altri motivi per dubitare che se ne faccia qualcosa di concreto. In particolare, non è chiaro come possa Cassa depositi e prestiti impegnare le proprie risorse in questo modo. Per statuto, può farlo solo versandole in un fondo con un obiettivo di ritorno economico.

Non certo quindi nell’ottica tipica delle zone a fallimento di mercato, dove lo Stato investe senza pensare a un ritorno monetizzabile ma solo per favorire uno sviluppo socio-economico di lungo periodo. I nostri dubbi sono gli stessi di Cristoforo Morandini, di Between-Osservatorio Banda Larga: “Ormai se non vedo non credo. Sembra quasi che si ricominci da capo senza capire cosa è successo nel frattempo e le reali intenzioni degli attori in campo”, dice. “Quante risorse della Cassa? Dove e a chi andranno? Ma con quali regole d’ingaggio? I nodi che hanno bloccato il Tavolo Romani (un piano nazionale per la nuova rete in fibra, Ndr.) sono stati superati? Non mi pare”, si chiede scettico Morandini. “A oggi le sole iniziative concrete per la banda larga sono di Metroweb e di Infratel. Il resto è noia”, aggiunge. 

Già. Infratel ha coperto con i fondi pubblici circa 3 milioni di italiani, portando la fibra vicino alle centrali Adsl. Le risorse che ha in cassa non le bastano per arrivare ad azzerare il digital divide (la previsione è entro il 2013) e per questo motivo ne servono altre, come quelle indicate nel maxi emendamento. Metroweb invece progetta di creare reti in fibra nelle case di alcune città dove ci sono ipotesi di profitto e quindi soprattutto nel Centro-Nord. Ancora non ha dichiarato quanto progetta di investire, ma si sa che vi parteciperà anche Cassa depositi e prestiti. Quindi manca un vero piano di ampio respiro per la banda larga, in Italia. In teoria ci sarebbe ancora quello di Telecom Italia, che ha però dichiarato recentemente che sarà costretto a rallentarlo rispetto agli obiettivi originali(coprire 27 città entro il 2013, con la fibra nelle case a 100 Megabit). 

Il tutto proprio mentre altrove in Europa si torna ad accelerare i piani di reti di nuova generazione, con rinnovata fiducia.”
 

IOS 5 AGGIORNATE L’IPHONE e IPAD

Apple ha rilasciato l’aggiornamento per gli IPHONE E IPAD per i possessori di iPhone 3GS, 4 e 4S, iPod Touch dalla terza generazione e iPad 1 e 2, vi basterà collegare il vostro dispositivo al PC o Mac e iTunes vi segnalerà l’aggiornamento da scaricare.Questa potrebbe essere l’ultima volta che dovrete collegare il vostro iPhone al PC/Mac per questa operazione, infatti da questa versione una delle novità è la presenza degli aggiornamenti OTA (over the air), che non richiedono cioè il collegamento di un cavo, ma basta essere collegati ad internet tramite Wi-Fi o UMTS.

Le novità introdotte al nuovo sistema, sono molte circa 200 e ne avevamo già parlato in iOS5: ecco un video ufficiale con le novità, ma ve ne ricordiamo alcune come: l’integrazione di Twitter, Newsstand per organizzare riviste, un nuovo sistema di notifiche, Siri che permette di parlare al telefono per controllarne le funzioni e scrivere (disponibile solo per il nuovo iPhone 4S).

 

 

 

I RAGAZZI DEL COMPUTER, programmati per uccidere

I RAGAZZI DEL COMPUTER

I ragazzi del computer è una serie televisiva dei primi anni ’80 di 18 puntate prodotta e realizzata dalla CBS negliStati Uniti il cui titolo originale è The Whiz Kids. Conosciuta in Italia anche con il nome di 4 ragazzi X 1 computer ha avuto un ottimo successo, anche in considerazione del crescente interesse ai computer ed alle reti telematiche che caratterizzarono gli anni ’80. La serie è chiaramente ispirata al cult movie Wargames – Giochi di guerra.(tratto da wikipedia)

 Un salto nel passato, ” I ragazzi del computer ” è stato il primo telefilm a mostrare alla mia generazione il mondo di internet. Quando qui in Italia ancora usavamo i Commodore 64 con cui “parlavamo” in BASIC e il massimo della programmazione era far muovere unapallina sullo schermo (ovviamente in bianco e nero!)

Puntata: PROGRAMMATI PER UCCIDERE Parte prima

 

 

Parte seconda

 

 

 

 

 

 

Parte terza

 

 

 

 

 

Parte quarta

 

 

 

 

 

Parte quinta

 

 

Chi se lo ricorda questo telefilm che andava  in onda negli anni ottanta?

L’archeologia della tecnologia dei computer!

I RAGAZZI DEL COMPUTER

Un salto nel passato, ” I ragazzi del computer ” è stato il primo telefilm a mostrare alla mia generazione il mondo di internet. Quando qui in Italia ancora usavamo i Commodore 64 con cui “parlavamo” in BASIC e il massimo della programmazione era far muovere unapallina sullo schermo (ovviamente in bianco e nero!)

 

Chi se lo ricorda questo telefilm che andava  in onda negli anni ottanta?

L’archeologia della tecnologia dei computer!

STEVE JOBS

“Nessuno vuole morire. Anche chi vuole andare in Paradiso, non vuole morire per andarci. Ma la morte è la destinazione finale di tutti noi. Nessuno può sfuggirvi. E così è giusto che sia, perché la morte è molto probabilmente una delle migliori invenzioni della vita. È l’agente del cambiamento. Spazza via il vecchio per fare posto al nuovo. “

“Il vostro tempo è limitato. Non fatevi intrappolare dai dogmi – che significano vivere con regole inventate da qualcun altro. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui copra la vostra voce interiore. E più importante di tutto, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e il vostro intuito. Loro sanno già che cosa volete diventare. Tutto il resto è secondario.”

STEVE JOBS 

San Francisco, 24 febbraio 1955 – Palo Alto, 5 ottobre 2011

Steve Jobs l’artista del futuro.

LA TECNOLOGIA MIGLIORA LE NOSTRE VITE?

Anche voi vi siete chiesti se la tecnologia migliora le nostre vite? 

spiaggia, relaxCerto oggi qualunque cosa facciamo ha a che fare con la tecnologia, dallo scaldare il latte al mattino nel forno a microonde, al parlare con gli amici su Facebook, al lavoro che sempre più spesso non può precindere da un computer o da uno smartphone.

Ma tutta questa tecnologia ci aiuta veramente? 

La mia sensazione è che il tempo libero che la tecnologia ci regala, aiutandoci a scrivere un testo o trovando più facilmente le persone con un cellulare, poi la stessa tecnologia se lo riprende indietro facendoci passare molte ore davanti allo schermo di un computer invece che parlare direttamente con le persone.

Badate bene che non penso che la tecnologia sia dannosa, ovviamente! Mi chiedo solo se aiuti veramente a migliorare la vita o invece non crei un circolo vizioso in cui avere più tempo a disposizione obbliga (o induce) a utilizzare questo tempo utilizzando altra tecnologia.

Certo che con l’elettronica a buon mercato spesso abbiamo nuovi oggetti tecnologici, ma poi bisogna imparare ad usarli. Sono sicuro che molte persone che hanno l’ultimo I-PHONE o lultimo IPAD non sfruttano neanche il 20% di questa tecnologia.

Per non parlare del mio portatile che, non essendo l’ultimo modello, mi fa stare almeno un’ora davanti allo schermo prima di iniziare a lavorare.

Per non parlare delle password che crescono in maniera esponenziale ogni volta che utiliziamo un servizio internet o acquistiamo un nuovo computer. Adesso sembra che la OpenID Foundation – organismo di cui fanno parte le principali Web company del pianeta e fra queste Google, Facebook, Microsoft e Yahoo, abbia deciso di semplificare e rendere più sicura la gestione dei profili utente. Attraverso un uovo servizio chiamato Account Chooser, l’utente potrà utilizzare gli account personali già esistenti (per esempio la password e l’user Id di Gmail o di Facebook) per accedere ad altri siti Web che richiedono la registrazione. 

Finalmente la tecnologia aiuterà gli utenti di internet a essere un po’ meno prigionieri della… tecnologia.

SCADE L’ESCLUSIVA DI GOOGLE SUL PAGERANK

Il Pagerank è la tecnologia che sta alla base di Google. I suoi inventori Brin e Page nel 1998 fecero un accordo con l’universita di Stanford per l’utilizzo esclusivo del Pagerank in cambio di azioni. Quest’anno l’accordo scade, anche se il brevetto scadrà nel 2017.PageRank-byFML.gif?uselang=it

Sembra che però la scadenza dell’accordo non porterà il terremoto che si potrebbe immaginere nella new economy poichè ormai il grosso della ricerca e della valutazione dei siti internet avviene attraverso i social network. Inoltre oggi Google non è più così dipendente dalla tecnologia del Pagerank .

Anche se la stessa Google aveva espresso timori in una dichiarazione ufficiale nel 2009:

” Le aziende che lavorano nel campo della tecnologia sono titolari di un gran numero di brevetti, copyright e marchi registrati, e entrano in frequente contrasto tra di loro per la violazione dei diritti di proprietà intellettuale. Di fronte all’aumento della competizione, la possibilità di rivendicazioni di proprietà intellettuale contro di noi cresce. Le nostre tecnologipotrebbero non resistere a una rivendicazione di una terza parte contro il nostro utilizzo”.

Ma il motore di ricerca concorrente Bing di Microsoft non sembra essere interessato all’acquisto del brevetto. Più probabile una fusione con un social network importante magari proprio Facebook, oppure come tutte le tecnologie ormai superate anche il Pagerank  resterà solo uno dei simboli della rivoluzione di internet sui libri di storia.

FACEBOOK RICOMPENSA CHI TROVA I BUG

Facebook, il più grande social network della rete, offre da 500 a 5.000 dollari a chi riesce a forzare le protezioni e segnalare gli errori. 

Certo dovete essere degli hacker, ma per quelli che l’hanno già fatto sembra che l’azienda di Mark Zuckerberg abbia già dovuto pagare 40.000 dollari in soli 20 giorni. Qiundi le falle in Facebook non mancavano!!!

MarkZuckerberg.jpg

Nonostante i suoi tantissimi collaboratori interni Facebook continuava a ricevere segnalazioni dall’esterno di problemi al software, ecco trovata un soluzione 2.0!

 

Nella foto Mark Zuckerberg il creatore di Facebook.

COS’E’ UN SOCIAL NETWORK

I social network ( o reti sociali in italiano) sono la grande novità di internet, quello che viene anche definito web 2.0

Social_Networking.png

Sostanzialmente non sono altro che un gruppo di persone che comunicano, la definizione è semplicissima ma dietro si nasconde una grande rivoluzione della tecnologia

Il punto sta in quanto sono grandi questi GRUPPI che comunicano e COME comunicano. 

I social network più famosi sono sicuramente Facebook e Twitter, ma anche tutte le piattaforme per i blog sono dei social network anche se non “orizzontali” come i primi due ma c’è sempre un blogger che posta i commenti (come sto dacendo io adesso) e altri che seguono e commentano i post.

Secondo la definizione data dagli studiosi Boyd-Ellison si possono definire siti di reti sociali (social network sites) quei servizi web che permettono: la creazione di un profilo pubblico o semi-pubblico all’interno di un sistema vincolato, l’articolazione di una lista di contatti, la possibilità di scorrere la lista di amici dei propri contatti.

Oggi poi grazie agli smartphone usare i social network è diventatato ancora più facile anche quando siamo in giro, non necessariamente bisogna essere davanti ad un computer per andare su Facebook o su Google+.

I social network stanno diventando sempre più importanti anche per la pubblicità su internet, sempre più aziende infatti ottengono risultati eclatanti facendo pubblicità sui siti di social network.

COS’E’ TWITTER

Twitter_logo.svgTwitter è un social network gratuito, si caratterizza rispetto a Facebook per le brevità dei messaggi che si possono postare, al massimo 140 caratteri. 

Twitter fornisce agli utenti una pagina personale aggiornabile tramite messaggi di testo con una lunghezza massima di 140 caratteri. Gli aggiornamenti possono essere effettuati tramite il sito stesso, via SMS, con programmi di messaggistica istantanea, posta elettronica, oppure tramite varie applicazioni basate sulle API di Twitter.

Twitter è stato creato nel marzo 2006 dalla Obvious Corporation di San Francisco. Il nome “Twitter”, corrispondente sonoro della parola tweeter, deriva dal verbo inglese to tweet che significa “cinguettare”. Tweet è anche il termine tecnico degli aggiornamenti del servizio.

I tweet che contengono esattamente 140 caratteri vengono chiamati twoosh. Gli aggiornamenti sono mostrati istantaneamente nella pagina di profilo dell’utente e comunicati agli utenti che si sono registrati per riceverli. È anche possibile limitare la visibilità dei propri messaggi oppure renderli visibili a chiunque.

Al contrario di Facebook che fattura miliardi e tra poco forse sarà anche quotata in borsa Twitter non sembra avere finalità di lucro o almeno così dichiara il suo fondatore Evan Williams, co-fondatore e amministratore delegato di Twitter:  La società al momento mira a creare valore, non entrate. Il dubbio che resta è comunque cosa facciano dei miliardi di dati contenuti nei tweet!