ENERGIA DA UN CHIP

Inventato un chip che produce energia delle vibrazioni.

Fraunhofer IPMS 2D-Mikroscanner-ModulAlcuni ricercatori del Mit (web.mit.edu), il Massachussets Institute of Technology, avrebbero messo a punto un particolare chip che produce energia grazie alle vibrazioni anche piccole che raccoglie.

Secondo i ricercatori del MIT basterebbe appoggiare lo speciale chip su di una superfice con molte vibrazioni come un ponte, una strada, una macchina e il chip incomincia a produrre energia che altrimenti verrebbe sprecata.

Certo il singolo chip non produce molta energia ma essendo grandi come una moneta da un centesimo di euro se ne possono inserire molti su una superficie dando energia a sensori che magari sono isolati dalla rete elettrica nazionale. Sul mercato esistono già meccanismi che sanno ricavare energia da una vibrazione, ma quello messo a punto al Mit è capace di raccogliere una potenza oltre 100 volte maggiore di quelli esistenti. 

Dai primi test i ricercatori hanno ottenuto 45 microwatt per ogni dispositivo.

La tecnologia del chip realizzato dai ricercatori del Mit fa parte della famiglia dei Mems, i microelectromechanical systems (microsistemi elettromeccanici).

La tecnologia di questi nouvi chip mems consente anche di abbassare notevolmente i costi di produzione.

In futuro avremmo quindi la possibilità di recuperare energia dalle vibrazioni che prima andavano semplicemente perdute.

PROIETTORE PER IPHONE EPSON

Video e immagini sul grande schermo senza cavi né adattatori

Da Epson arriva il primo videoproiettore 3LCD HD Ready per home cinema con docking station per iPhone, iPad e iPod. Non serve più scaricare app o ricorrere ad accessori esterni: basta collegare l’unità alla docking station per proiettare i contenuti (video e fotografie, ma anche programmi TV e film scaricati da iTunes) su schermi fino a 300 pollici. Persino la musica, grazie agli altoparlanti stereo integrati da 10W. Il proiettore  dispone anche di connessioni per visualizzare contenuti anche da Blu-ray, DVD, PC, TV e videogiochi e di un telecomando retroilluminato.
 
Dotato delle più recenti tecnologie Epson, MG-850HD offre luminosità e Colour Light Output di 2.800 lumen e un rapporto di contrasto elevato (3.000:1), per garantire immagini di ottima qualità anche in pieno giorno. Grazie alla tecnologia 3LCD la risoluzione arriva a 720 punti e le immagini non affaticano la vista.
 
La funzionalità plug-and-play consente di impostare e usare il videoproiettore in modo rapido e semplice: qualunque sia l’angolazione rispetto al piano di proiezioni, l’intuitiva correzione trapezoidale orizzontale consente di allineare agevolmente la proiezione, per avere un’immagine diritta e corretta.
 
Epson MG-850HD sarà disponibile da novembre a 699,00 euro.


Tratto da 

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/gtecnologia.asp?ID_blog=19&ID_articolo=144&ID_sezione=11 

GOOGLE+ AIUTA GOOGLE?

GOOGLE+ AIUTA GOOGLE? Sembrerebbe proprio di si.

Googleplexwelcomesign By Coolcaesar (Googleplexwelcomesign.jpg) [GFDL], via Wikimedia Commons

Il celebre motore di ricerca californiano utilizzerebbe i click sui nuovi pulsanti +1 nella determinazione delle ricerche online.

Il collegamento è fatto attraverso il social network di BigG Google+ che, ancora in fase sperimentale, ha già superato i 25milioni di utenti. Il pulsante +1 infatti funzionerebbe come il “mi piace” di Facebook e verrebbe utilizzato da Google come segnale di gradimento verso un determinato sito internet.

In effetti è da molti anni che Google lavora per migliorare la qualità complessiva delle sue ricerche, e il +1 sarà solo uno delle centinaia di indicatori che verranno utilizzati per valutare un sito.

Da un’indagine condotta da una compagnia leader nel settore Seo come Conductor. Tre settimane fa, ben prima che la notizia alla base di questo articolo venisse rilasciata dai piani alti di Google, la ricerca condotta da Conductor rivelava che, tendenzialmente, i primi 5 risultati di ricerca sono anche quelli che hanno un maggior numero di click +1 (ma anche di Like su Facebook).

COS’E’ GOOGLE +?

Google + è un social network gratuito fondato da Google per fare concorrenza diretta al ben più famoso Facebook.

Google plus include importanti novità rispetto ad altri social network, introducendo nuovi contenuti multimediali, ossia la possibilità di avviare sessioni audio, video ed entrare a far parte di videoritrovi, stanze virtuali dove è possibile condividere video e parlare allo stesso tempo con tutti i componenti presenti all’interno, tramite microfono e webcam.

Sempre tramite la chat gli utenti hanno la possibilità di scambiarsi file.

Un’altra importante funzione di Google+ è detta ‘Sparks’, in italiano ‘Spunti’. Questa funzione permette di creare dei feed semplicemente dopo aver inserito in un box l’argomento interessato. Si creerà uno stream di contenuti inerenti all’argomento scelto, che saranno poi condivisibili con i nostri amici.

In poco tempo Google plus ha raggiunto e superato i 25 milioni di iscritti nonostante sia ancora in versione beta e ci si possa iscrivere solo se invitati.

VIDEOGIOCHI E 11 SETTEMBRE

Una cosa è certa: moltissimi di noi hanno qualcosa in comune. Dieci anni fa, tutti, eravamo incollati ai televisori. Ovunque fossimo e soprattutto qualunque direzione la nostra vita stesse prendendo, l’11 Settembre 2001 ci siamo fermati. Il mondo si è fermato.
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Personalmente ero all’università, stavo studiando: qualcuno dei miei colleghi/amici era dentro un’aula a sostenere un esame. La voce degli attacchi al World Trade Center rimbalzò di bocca in bocca alla velocità di un compito di esame trafugato dal professore; in pochi minuti tutti gli studenti che erano presenti in biblioteca stavano entrando nell’unico posto dove era presente un televisore. Sguardi attoniti, colli all’insù come le tartarughe, un silenzio irreale.

Sono passati dieci anni, “una vita”, o quasi da quel momento sconvolgente e mentre il mondo si è stretto intorno agli Stati Uniti d’America e al loro cordoglio, celebrazioni di ogni tipo hanno avuto luogo in tutte le nazioni dell’occidente. Sebbene io sia molto distaccato e anche un po’ critico di fronte a questa immensa tragedia (semplicemente perché non mi piace che ai morti siano dati due pesi differenti… ), non posso certo pensare che il mondo sia lo stesso rispetto al 10 Settembre 2001. Il crollo delle Torri Gemelle ha lasciato un segno indelebile sulla cultura e sulla politica mondiale, nonché sull’arte e sull’entertainment. Videogiochi compresi.

E allora, a dieci anni dal più grande attentato terroristico della storia dell’umanità, come sono stati cambiati i videogiochi in occasione dell’11 Settembre 2001? Cosa è successo di importante nei prodotti di pixel che tanto amiamo?

Innanzitutto Grand Theft Auto III fu ritardato di qualche mese e arrivò nei negozi nell’Ottobre 2001 per permettere al team di Rockstar di operare alcuni cambiamenti dell’ultimo minuto. Come tutti sapete la città che ospita le gesta dei protagonisti di GTA è Liberty City, cioè una città virtuale “basata” sulle fattezze di New York. Le auto della polizia cambiarono dal design blu e bianco stile NYPD a quello bianco e nero stile LAPD. Un personaggio fu interamente tagliato: si trattava di Darkel, la cui missione consisteva nel rubare un camioncino di gelati per attirare dei civili per poi farlo esplodere. Il tutto fu rimosso dalla versione finale, così come alcuni cheat code che permettevano di inserire vecchietti e bambini come passanti.

Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, fu comunque rilasciato a Novembre 2001 nonostante la trama parlava proprio di un attacco terroristico a New York City. Non fu tagliata la scena in cui un enorme astronave collassa sulla Federal Hall; invece non superò la prova sensibilità un’altra parte del gioco in cui l’Arsenal Gear distruggeva la statua della libertà e mezza Manhattan. Questo materiale, insieme ad alcuni stralci filmati delle Twin Towers appartenenti alla fine del gioco, furono rimossi.

Nell’edizione del 2002 del suo famoso simulatore di volo, Flight Simulator, Microsoft ha rimosso l’intero World Trade Center, ovviamente. Meno ovvia invece la rimozione dei “crash damages” dal gioco: questo ha significato che portando un aereo a sbattere su un palazzo, non ci sarebbero state conseguenze visibili per quest’ultimo.

Il gioco, pubblicato nel 2000, Command & Conquer: Red Alert 2, cambio box art dopo gli attacchi alle Twin Towers. All’interno dell’originale, sullo sfondo, c’era un esplosione a New York City e si vedevano le Twin Towers bruciare (per chi non lo sapesse la trama immagina un’invasione sovietica agli stati uniti). Nella versione rilasciata ai negozi dopo l’11 / 9, invece, in questo sfondo, c’era un esplosione atomica. Inoltre l’espansione del titolo “Yuri’s Revenge” fu rilasciata mesi dopo la data di uscita prevista.

Il gioco Propeller Arena per Dreamcast fu addirittura cancellato. Si trattava di un simulatore di volo arcade che aveva come cieli di battaglia quelli di alcune città pieni di grattacieli.
Nel titolo per Playstation 2 Shinobi fu rimossa una scena abbastanza innocua: il protagonista, lanciandosi da un elicottero, finiva su un grattacielo e conficcava la sua spada su di esso, rallentando la propria caduta. Alla fine della stessa il grattacielo si divideva in due.

Nel gioco per Playstation 2 Spider Man 2: Enter Electro, il combattimento finale doveva svolgersi proprio sopra al World Trade Center. L’ambientazione fu modificata in un grattacielo non meglio specificato. Inoltre lo skyline di New York fu oscurato da una nuvola, così da evitare di far vedere il profilo delle Twin Towers.


Ovviamente tantissimi altri cambiamenti che non ho elencato sono rimasti sotto pelle di tutto il movimento videoludico. Essendo gli americani i principali produttori al mondo di giochi elettronici, è probabile che tantissimi titoli abbiano richiami di un certo tipo all’11 Settembre. Ho addirittura letto su JoystickDivision che l’intero videogame Gears of War rappresenta metaforicamente la tragedia americana.

Inoltre qualcuno, nel mondo dei videogiochi, è stato anche così insensibile da sfruttare quella tragedia a proprio vantaggio. Nel video che vedete in apertura si parla di una software house che ha rilasciato sul proprio sito due semplicistici giochi dove si ricorda, in modo non proprio “politically correct”, l’11 Settembre.

Ma questa e altre rappresentazioni del giorno che ha cambiato l’umanità non possono che essere parte della sensibilità, interiore, di tutti coloro che hanno guardato quel giorno le torri a mento in sù, mentre il loro presente gli stava crollando addosso.

A dieci anni io, un italiano, non posso far altro che rendere omaggio, a modo mio, alle vittime e ai familiari di questa tragedia. Cercando con un post che parla di tutt’altro di non dimenticare.

L’uomo è la sua memoria. 

[fonte: http://www.freeonline.org/speciali/giochi-dopo-11.html  Wikipedia – List of Audiovisual entertainment affected by The September 11 Attacks]

 

LA TECNOLOGIA MIGLIORA LE NOSTRE VITE?

Anche voi vi siete chiesti se la tecnologia migliora le nostre vite? 

spiaggia, relaxCerto oggi qualunque cosa facciamo ha a che fare con la tecnologia, dallo scaldare il latte al mattino nel forno a microonde, al parlare con gli amici su Facebook, al lavoro che sempre più spesso non può precindere da un computer o da uno smartphone.

Ma tutta questa tecnologia ci aiuta veramente? 

La mia sensazione è che il tempo libero che la tecnologia ci regala, aiutandoci a scrivere un testo o trovando più facilmente le persone con un cellulare, poi la stessa tecnologia se lo riprende indietro facendoci passare molte ore davanti allo schermo di un computer invece che parlare direttamente con le persone.

Badate bene che non penso che la tecnologia sia dannosa, ovviamente! Mi chiedo solo se aiuti veramente a migliorare la vita o invece non crei un circolo vizioso in cui avere più tempo a disposizione obbliga (o induce) a utilizzare questo tempo utilizzando altra tecnologia.

Certo che con l’elettronica a buon mercato spesso abbiamo nuovi oggetti tecnologici, ma poi bisogna imparare ad usarli. Sono sicuro che molte persone che hanno l’ultimo I-PHONE o lultimo IPAD non sfruttano neanche il 20% di questa tecnologia.

Per non parlare del mio portatile che, non essendo l’ultimo modello, mi fa stare almeno un’ora davanti allo schermo prima di iniziare a lavorare.

Per non parlare delle password che crescono in maniera esponenziale ogni volta che utiliziamo un servizio internet o acquistiamo un nuovo computer. Adesso sembra che la OpenID Foundation – organismo di cui fanno parte le principali Web company del pianeta e fra queste Google, Facebook, Microsoft e Yahoo, abbia deciso di semplificare e rendere più sicura la gestione dei profili utente. Attraverso un uovo servizio chiamato Account Chooser, l’utente potrà utilizzare gli account personali già esistenti (per esempio la password e l’user Id di Gmail o di Facebook) per accedere ad altri siti Web che richiedono la registrazione. 

Finalmente la tecnologia aiuterà gli utenti di internet a essere un po’ meno prigionieri della… tecnologia.

VENDERE PRODOTTI SU FACEBOOK

Due giovani programmatori bolognesi, Gaspare De Vito e Santo Gigliotti, con il supporto di Massimo Riva, hanno sviluppato un’ applicazione che permette di avere, con pochi semplici click, un negozio nella propria pagina ufficiale di Facebook.

É un’applicazione totalmente in italiano, pensata per essere semplice e veloce, completa di tutte le funzionalità degli e-commerce più avanzati come gestione delle categorie di prodotti, gestione dei costi di spedizione e degli ordini ma in più sarà sociale. Chiunque ha un account Facebook potrà navigare tra i prodotti, leggere i commenti di altri utenti, partecipare alle discussioni già esistenti e acquistare un prodotto. Sarà possibile anche affiancarlo ad ecommerce già esistenti tramite la funzione “vetrina” che permette di indirizzare gli acquirenti sul proprio sito esterno a Facebook.

appidoo è completamente integrato in Facebook, la grafica riprende le linee guida che caratterizzano il social network di Zuckerberg in modo tale che per il cliente finale, fare un acquisto su facebook risulti facile come cliccare sul “mi piace”!

appidoo staff: “Abbiamo investito su Facebook perché questo è destinato a diventare entro pochi anni l’unico punto di riferimento su internet, individuando altri settori, presto rilasceremo un set di applicazioni per rendere Facebook anche un luogo per i professionisti italiani.“

E’ possibile testare tutte le funzionalità in 7 giorni di prova gratuita all’indirizzo web www.appidoo.com

Tratto da Freeonline.org Responsabile pubblicazione:

Gaspare De Vito
di appidoo

SCADE L’ESCLUSIVA DI GOOGLE SUL PAGERANK

Il Pagerank è la tecnologia che sta alla base di Google. I suoi inventori Brin e Page nel 1998 fecero un accordo con l’universita di Stanford per l’utilizzo esclusivo del Pagerank in cambio di azioni. Quest’anno l’accordo scade, anche se il brevetto scadrà nel 2017.PageRank-byFML.gif?uselang=it

Sembra che però la scadenza dell’accordo non porterà il terremoto che si potrebbe immaginere nella new economy poichè ormai il grosso della ricerca e della valutazione dei siti internet avviene attraverso i social network. Inoltre oggi Google non è più così dipendente dalla tecnologia del Pagerank .

Anche se la stessa Google aveva espresso timori in una dichiarazione ufficiale nel 2009:

” Le aziende che lavorano nel campo della tecnologia sono titolari di un gran numero di brevetti, copyright e marchi registrati, e entrano in frequente contrasto tra di loro per la violazione dei diritti di proprietà intellettuale. Di fronte all’aumento della competizione, la possibilità di rivendicazioni di proprietà intellettuale contro di noi cresce. Le nostre tecnologipotrebbero non resistere a una rivendicazione di una terza parte contro il nostro utilizzo”.

Ma il motore di ricerca concorrente Bing di Microsoft non sembra essere interessato all’acquisto del brevetto. Più probabile una fusione con un social network importante magari proprio Facebook, oppure come tutte le tecnologie ormai superate anche il Pagerank  resterà solo uno dei simboli della rivoluzione di internet sui libri di storia.

COS’E’ IL PAGERANK

Il Pagerank è uno degli algoritmi più famosi della rete internet, che tutti noi (o quasi) usiamo tutti i giorni.

Pagerank, di fatto, è il cuore della tecnologia di Google: sviluppato tra il 1996 e il 1998 da Sergey Brin e Larry Page, allora nient’altro che due studenti di all’università di Stanford, l’algoritmo  si basa sulla semplice idea che non basta il contenuto di una pagina per giudicarne la rilevanza. Il ‘valore’ di un documento in rete – dicevano quei due ragazzi – va stabilito anche in base al numero di pagine che la linkano e alla loro affidabilità, creando così una specie di reputazione che stabilisce l’ordinamento dei risultati restituiti dal motore di ricerca.

 Basato sullo specifico carattere “democratico” del Web, PageRank sfrutta la vastissima rete di collegamenti associati alle singole pagine per determinarne il valore. In pratica, la tecnologia di Google interpreta un collegamento dalla pagina A alla pagina B come un “voto” espresso dalla prima in merito alla seconda. Tuttavia, non si limita a calcolare il numero di voti, o collegamenti, assegnati a una pagina. Oltre a effettuare questo calcolo,  Google prende in esame la pagina che ha assegnato il voto. I voti espressi da pagine “importanti” hanno più rilevanza e quindi contribuiscono a rendere “importanti” anche le pagine collegate. La tecnologia del  PageRank assegna ai siti Web importanti e di alta qualità un “voto” più elevato di cui Google tiene conto ogni volta che esegue una ricerca.

Il brevetto fu registrato nel 1998 dall’università di Stanford dove Sergey Brin e Larry Page lavoravano. La socità fondata dai due ottenne poi la possibilità di utilizzare il Pagerank in cambio di azioni di Google.

COS’E’ PAY PAL

PayPal in poche parole è un sistema di pagamento che permette di non svelare al venditore i dati del proprio conto corrente bancario o della propria carta di credito.

PayPal_logo.svgL’iscrizione e l’apertura di un conto su PayPal sono gratuiti.

Con Paypal si può inviare denaro gratuitamente mentre per riceverlo ci sono delle tariffe.

PayPal ha 248 milioni di conti attivi ed è disponibile in 190 Paesi e territori (dati al 5 gennaio 2011 da wikipedia)

PayPal è stata inventata nel 1998 da ELON MUSK eclettico imprenditore sudafricano che nel 2002 l’ha ceduta a E-BAY.

Grazie a Paypal l’e-commerce sta incrementando i suoi clienti, stanno crollando le barriere che soprattutto in Italia impedivano ai consumatori di acquistare on-line. Con Paypal infatti non bisogna digitare sul computer il numero di carta di credito.